Comune di Cessalto

25 NOVEMBRE 2020 Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne,

Pubblicata il 24/11/2020
Dal 24/11/2020 al 30/11/2020

in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne, il Comune di Cessalto ringrazia la concittadina, Daniela Iseppi per averci concesso il suo meraviglioso testo, con l'augurio che ogni Donna ricordi di essere unica e speciale, sempre.
 
LE DONNE DELLA MIA VITA
 
Molte volte una persona si sofferma a pensare al proprio passato e in particolare riflette sulle proprie scelte, i propri errori, le persone incontrate, gli amori passati, turbolenti o meno che siano stati.
Spesso io penso alle donne che la vita mi ha fatto trovare lungo il cammino. Ognuna di loro mi ha dato qualcosa di sé stessa, mi è stata maestra.
Sopra tutte c’è mia madre. Ci ho messo molto a capirla. Durante la mia adolescenza non è che andassimo propriamente d’accordo. Come la maggior parte delle adolescenti ero irascibile (forse questo tratto un po’ mi è rimasto) e, ovviamente, se lei diceva bianco io rispondevo con nero. Quando, però, iniziai ad entrare nel mondo degli adulti, a muovermi, cambiare città per lavoro, far fronte alle spese, ecco che iniziai a guardarla con occhi diversi e capii come, al di là di tutti i problemi, lei ci sia sempre stata. È in quel momento che inizi a chiederti “Ma come diavolo ha fatto e fa? Come fa ad essere sempre così energica e a fare tutto come se niente le pesasse? Come fa?!” Io è già tanto se riesco a tirare insieme una cena sensata! Ti accorgi allora di essere stata cresciuta da una wonder woman che ha affrontato nella sua vita ostacoli e baratri profondi (magari un giorno ci scrivo un libro sulla vita di mia madre). La consapevolezza di quanta forza e rispetto c’è in questa donna arriva dopo una lunga e lenta evoluzione alla fine della quale, però, ti accorgi che lei è sempre stata là, al tuo fianco silenziosamente, una roccia nonostante gli alti e bassi della vita.
Mi ritengo molto fortunata, perché oltre a lei, altre donne mi sono state e mi sono d’esempio. Mi ricordo come se fosse ieri la mia maestra delle elementari. Tutti noi avevamo nei suoi confronti un timore reverenziale. Una donna sempre elegante, composta ed educata. Non nascondo che molto spesso ci intimidiva. Quando veniva vicino al tuo banco per vedere come avevamo svolto un esercizio, passavi cinque minuti con la schiena dritta e tesa e il sudore sulla fronte per paura di aver sbagliato qualcosa. Si avvicinava e mentre si chinava sul quaderno potevi sentire il suo profumo. Lo stesso intenso profumo per cinque anni. Per noi quel profumo era lei. Iniziava poi a correggere facendo tintinnare tutti i braccialetti che portava al polso destro. Mani perfette, unghie curate sempre tinte di rosso. Era bella la maestra Rita e quando ricevevi un Benissimo o un Bravissima sul quaderno andavi al settimo cielo. Bisognava guadagnarselo col sudore! Solo più tardi, alle superiori, mi sono accorta dell’importanza che questa figura ha avuto nella mia vita. Mi ha insegnato il rigore, il rispetto e il ragionamento logico. Lo devo a lei se mi piace leggere e scrivere, se mi appassiona approfondire concetti e storie e se apro il vocabolario ancora oggi: c’è sempre da imparare e se non capisci una cosa fermati e studia, anche se non vai più a scuola, che l’ignoranza è una brutta bestia.
Ho incontrato, poi, a Torino delle donne pazzesche. Donne che lottano, che non demordono nonostante le difficoltà, anche di fronte alla malattia, che vivono, che vogliono vivere. Le donne torinesi, o per lo meno quelle che ho conosciuto, per me sono state e sono un grande esempio. A Torino, in particolare, vivevo con una famiglia tutta al femminile, tranne il cane che era beato tra le donne. Quante cose ho imparato.
Ho imparato che non c’è una data di scadenza ai sogni e ai progetti.
Ho imparato che crescere delle persone e come persone indipendenti è importante, perché è solo così che puoi toglierti la pesante armatura che ti zavorra, anche mentalmente, in un posto, per poter esplorare, sperimentare e crescere.
Ho imparato che è importante circondarsi da persone dalle quali puoi imparare e con le quali puoi confrontarti, siano esse anagraficamente più piccole o più grandi di te.
Ho imparato che non è obbligatorio parlare e chiedere sempre. Devi lasciare spazio all’altra persona di potersi aprire se e quando lo vorrà. Il silenzio molte volte è una potente medicina.
Ho imparato che il dolore non va contrastato o ignorato, ma accolto e coccolato. È parte di te.
E potrei parlarvi di altre donne forti e coraggiose e di altri insegnamenti.
A volte siamo così concentrate nell’essere la donna che gli altri desiderano che tu sia (figlia, madre, moglie perfetta) che perdiamo di vista quello che veramente siamo e vogliamo essere. Le donne che ho incontrato sono state per me un esempio di tenacia ma anche di libertà. Libertà nel far crescere dentro di noi la persona che vogliano veramente essere, svincolata da qualsiasi obbligo sociale di “dover essere” per forza un ruolo che magari non ci appartiene. Il cammino è sicuramente ancora lungo e chissà quali altre donne così potrò incontrare. Sono uniche le donne della mia vita.
 
https://skippydaily.wordpress.com/2020/11/15/le-donne-della-mia-vita/